«Dotato di eccezionale sensibilità, di tecnica forbita a uno studio coscienzioso e meticoloso, votata per natura a quel pianismo che non mira all’esteriorità ma soltanto all’espressione attenta e profondamente vissuta.» (Renzo Bonvicini, “Il Tempo” 4.3.1986)


«Il Varisco ama “cantare”, sprofondare, mascherarsi addirittura, anche nel volto, con la musica, e non è la sua dote comune ai tempi d’oggi.» (Renzo Bonvicini, “Il Tempo” 17.8.1986)


«È dotato di tecnica ferrata, sostenuta da un temperamento mediterraneo acceso; assai versatile, è pronto ad accogliere e approfondire gli stili più disparati.» (Corrado Atzeri, “Secolo d’Italia” 4.3.1988)


«Un Clmenti così divertente eppure non privo di effusioni sentimentali, trasparente e scintillante nei giochi perlacei di scalette, terze e ottave.» (Sergio Cimarrosti, “Il Piccolo” 28.2.1989)


«Giovanni Maria Varisco, straordinario pianista dal temperamento puntigliosamente “eroico”, ha impegnato giovinezza e bravura nel rispolverare due preziose, ma dimenticate “Sonate”: l’op. 37 di Tschaikowsky e la “Sonata” di Stravinsky.» (Erasmo Valente, “l’Unità” 3.3.1990)


«Quando questo concertista suona ci sembra che voglia abbracciare e racchiudere, condensare in ogni pagina, d’ogni autore, tutta la musica dell’universo mondo e della storia: in subita essenza infuocata ed esaustiva. Si dica come per una bramosia di totalità, per una passionatezza radicale irrefrenabile dell’Io commosso. Tale modello è del resto non dissimilissimo a quello carezzato e propalato dai grandi pianisti della scuola tardoromantica, nel trascorso secolo.» (Enrico Cavallotti, “Il Tempo” 30.10.1991)